Aggiornato al 30 settembre 2026 · Lettura di circa 7 minuti

In breve

Dal 24 settembre 2026 la ricerca multimodale ha un filtro dedicato in Google Search Console: Web: multimodale. Separa le ricerche partite da un'immagine (Google Lens, Circle to Search, immagini caricate, ricerca immagini di Chrome) da quelle scritte con la tastiera. Lo trovi nei report Risultati di ricerca e AI generativa. Non mostra le query e non distingue i singoli canali.

La ricerca multimodale in Search Console è la novità di questi giorni. Per anni lo strumento ci ha raccontato la ricerca in un solo modo: una persona scrive una parola chiave, Google mostra i risultati, qualcuno clicca. Oggi però si cerca sempre più spesso puntando la fotocamera su un oggetto, cerchiando qualcosa sullo schermo o caricando una foto. Finora quel traffico finiva nello stesso calderone delle ricerche testuali. Adesso, almeno in parte, si può guardare a parte.

In questa guida spieghiamo che cosa misura davvero il nuovo filtro, dove trovarlo e come leggerlo senza farsi illusioni. Vediamo anche che cosa ha senso fare già oggi sul sito della tua azienda.

Come cambia il percorso di chi cerca Ricerca testuale
Parola chiave
Risultati
Il tuo sito
Ricerca multimodale
Immagine
Interpretazione di Google
Risultati
Il tuo sito

Che cos'è la ricerca multimodale e come compare in Search Console

Una ricerca è multimodale quando non parte solo da un testo. Usa anche altri input, in questo caso le immagini. Google la descrive nella guida di Search Console come il traffico di chi cerca usando immagini, per esempio con la fotocamera dello smartphone. Le origini incluse sono quattro.

  • Google Lens, per cercare partendo da una foto scattata sul momento o già salvata.
  • Circle to Search su Android, per cercare qualcosa che stai vedendo sullo schermo.
  • Immagini caricate direttamente su Google.
  • La ricerca immagini di Chrome, quella che si attiva da un'immagine presente in una pagina web.

Il percorso dell'utente cambia: non è più parola chiave, risultati, sito, ma immagine, interpretazione di Google, risultati, sito. Chi ha un negozio, un catalogo prodotti, un portfolio o un servizio molto visivo ha quindi un motivo in più per capire cosa succede lì.

Cosa è cambiato in Search Console

Nel filtro Tipo di ricerca la voce Web ora si divide in due: basata su testo e multimodale. Accanto alla seconda voce compare l'etichetta Nuovo, con un tooltip che chiarisce un punto utile: le query solo testuali restano monitorate come ricerche web basate su testo.

Il filtro compare in due report.

  • nel report Risultati di ricerca, dove puoi vedere clic e impressioni;
  • nel report AI generativa, dove misura le impressioni nelle funzionalità AI Overview e AI Mode.

Un dettaglio che conta: nel report sull'AI generativa Google conteggia solo le impressioni, non i clic. Quindi lì vedrai quante volte il tuo sito è stato mostrato, non quante visite ha generato.

Non è una nuova regola del gioco

Il filtro misura un comportamento che prima era difficile da isolare, non cambia il modo in cui Google classifica i siti. E per le funzionalità di AI Google stessa ricorda, nella sua guida ufficiale, che ottimizzare per l'AI generativa significa ottimizzare per l'esperienza di ricerca, quindi è sempre SEO, e che non serve alcun markup speciale.

Provalo: cosa cambia scegliendo il filtroSimulazione illustrativa

1. Tipo di ricerca

QueryPaginePaesiDispositivi
Barra di ricerca standardWeb: basata su testo

Query visibili: sì. Sai con quali parole le persone ti hanno trovato.

Querynon disponibilePaginePaesiDispositivi
Google LensCircle to SearchImmagini caricateRicerca immagini di ChromeWeb: multimodale

Query visibili: no. I quattro canali confluiscono in un'unica voce, quindi non sai quale strumento è stato usato.

2. Report

ClicImpressioni

Nel report Risultati di ricerca vedi sia i clic sia le impressioni.

Clicnon misuratiImpressioni

Nel report AI generativa vedi solo le impressioni in AI Overview e AI Mode, non i clic.

Schema illustrativo realizzato da Netly sulla base della guida ufficiale di Google: non contiene dati reali e non riproduce l'interfaccia di Search Console.

Dove trovare il filtro multimodale, passo dopo passo

  1. Apri la tua proprietà in Google Search Console e vai su Rendimento, poi su Risultati di ricerca.
  2. Clicca sul filtro Tipo di ricerca in alto, scegli Web e poi Multimodale, quindi premi Applica.
  3. Per confrontare i due mondi, nello stesso dialogo apri la scheda Confronta e metti a confronto Basata su testo e Multimodale: il grafico mostrerà due linee distinte.
  4. Per la parte AI, dal menu a sinistra apri Rendimento, poi AI generativa, e ripeti lo stesso filtro.
  5. Per conservare i dati, usa il pulsante Esporta in alto a destra.

Se la voce AI generativa non compare nel tuo menu, non significa che hai sbagliato qualcosa: secondo la guida di Google il report può mancare se il sito ha impressioni insufficienti nelle funzionalità di AI, oppure se è stato escluso da queste funzionalità. Il filtro multimodale nei risultati di ricerca puoi provarlo comunque a parte.

Testo e immagini a confronto: cosa cambia nei dati

AspettoWeb: basata su testoWeb: multimodale
Da cosa parte la ricercaDa una query scritta nella barra di ricerca standardDa un'immagine, una foto o uno screenshot
Query visibiliSì, nella scheda QueryNo: Google spiega che, usando soprattutto immagini, i dati sulle query testuali non sono disponibili
Dettaglio per canaleNon applicabileNo: Lens, Circle to Search, upload e Chrome sono raggruppati insieme
Incroci utiliPagina, query, paese, dispositivoPagina, paese, dispositivo
MetricheClic e impressioni (solo impressioni nel report AI)Clic e impressioni (solo impressioni nel report AI)

Come leggere i dati senza farsi illusioni

La novità è utile, ma va maneggiata con un po' di prudenza. Ci sono quattro limiti da tenere a mente prima di trarre conclusioni.

1. Mancano le query

Non sapremo mai con quali parole una persona descriverebbe ciò che ha fotografato, perché non le ha scritte. La scheda Query, con questo filtro, non è disponibile. Resta la possibilità di ragionare per pagina: quali contenuti vengono mostrati quando la ricerca parte da un'immagine.

2. I canali sono mescolati

Non puoi sapere se l'utente è arrivato da Lens o da Circle to Search. Il dato dice che la ricerca è partita da un'immagine, non da quale strumento.

3. Il dato è molto recente

Il filtro è stato annunciato il 24 settembre 2026 e la distribuzione è globale ma graduale, quindi non tutte le proprietà potrebbero vederlo subito. Inoltre, al momento in cui scriviamo, la documentazione dell'API di Search Analytics non elenca ancora un valore dedicato al multimodale: per ora si lavora dall'interfaccia e con l'esportazione manuale.

4. I volumi, per ora, possono essere piccoli

Come ordine di grandezza reale: sul report AI generativa di uno dei siti che gestiamo, nei tre mesi visualizzati, a circa 36,9 mila impressioni della ricerca basata su testo corrispondono 80 impressioni multimodali. Non è una sentenza sul futuro di questa modalità, anzi: è il motivo per cui conviene cominciare a misurare adesso, così tra qualche mese avrai un termine di paragone invece di una sensazione.

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Cosa fare già oggi sul tuo sito

Nessuna ottimizzazione miracolosa, e nessuna che Google abbia indicato come specifica per il multimodale. Sono però mosse di buon senso SEO che hanno un valore in più in questo scenario.

  • Fai una fotografia di partenza. Esporta i dati multimodali oggi e ripeti l'operazione ogni mese: senza uno storico, tra un anno non saprai se sei cresciuto.
  • Guarda quali pagine compaiono. Se alcune pagine ricevono impressioni multimodali, sono un indizio di quali contenuti visivi vengono riconosciuti e associati alla tua attività.
  • Cura le immagini che ti rappresentano. Foto originali e nitide, nomi dei file descrittivi, testo alternativo chiaro e un testo di contesto vicino all'immagine aiutano sia le persone sia i motori di ricerca a capire di cosa si tratta.
  • Non separare il visivo dal resto. Un sito con struttura chiara, contenuti utili e immagini coerenti con quello che racconta funziona meglio anche quando la ricerca parte da una foto.
  • Inserisci il dato nei tuoi report. Se ti fai seguire per il monitoraggio SEO, chiedi che la voce multimodale compaia accanto a quella testuale.

Questo è esattamente il ragionamento che seguiamo quando costruiamo un sito: un'architettura pensata per essere trovata dai motori di ricerca e compresa dai sistemi di intelligenza artificiale, e un monitoraggio SEO che trasforma i dati in decisioni. Se vuoi approfondire il quadro più ampio, trovi il nostro punto di vista su come funziona la GEO e su SEO, GEO e AI per le PMI dell'Emilia-Romagna.

Le domande che si fanno in tanti

Che cos'è la ricerca multimodale di Google?

È una ricerca che parte da un'immagine, una foto o uno screenshot invece che da parole digitate. In Search Console comprende Google Lens, Circle to Search su Android, le immagini caricate e la ricerca immagini di Chrome.

Google Lens e Circle to Search sono la stessa cosa?

No. Lens permette di cercare partendo da una foto o dalla fotocamera, mentre Circle to Search è una funzione di Android che permette di cercare qualcosa cerchiandolo sullo schermo. In Search Console, però, vengono contati insieme sotto la voce multimodale.

Dove vedo in Search Console le impressioni di AI Overview e AI Mode?

Nel report Rendimento, alla voce AI generativa. Mostra le impressioni, non i clic, e può essere assente se il sito ha poche impressioni in queste funzionalità.

La ricerca multimodale sostituirà quella testuale?

Non ci sono dati per affermarlo. Google la tratta come una modalità in più, e il dato che vediamo oggi su un sito che gestiamo è ancora molto più basso di quello della ricerca testuale. Misurarla fin da ora serve proprio a non dover indovinare.

Come si cerca con un'immagine su Google?

Con Google Lens dallo smartphone, caricando un'immagine nella ricerca, con Circle to Search su Android oppure dal menu di Chrome che permette di cercare un'immagine presente in una pagina web.

Domande frequenti

Posso vedere le query delle ricerche multimodali?

No. Con il filtro multimodale attivo la scheda Query non è disponibile, perché queste ricerche usano soprattutto immagini e non testo. Puoi analizzare i dati per pagina, paese e dispositivo.

Posso sapere se l'utente è arrivato da Lens o da Circle to Search?

No. Google raggruppa tutte le origini sotto un'unica etichetta e il report non fornisce un conteggio separato per ciascun canale.

Posso estrarre i dati multimodali tramite API?

Al momento della pubblicazione di questo articolo la documentazione dell'API di Search Analytics non elenca un valore dedicato al tipo multimodale. Puoi usare il pulsante Esporta dell'interfaccia. Conviene ricontrollare la documentazione nelle prossime settimane.

Devo cambiare la mia strategia SEO?

Non serve stravolgerla. Google ribadisce che ottimizzare per le funzionalità di AI è sempre SEO. Ha invece senso iniziare a monitorare il dato e curare con più attenzione immagini, contenuti e struttura del sito.

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Guardiamo insieme i tuoi dati di Search Console e decidiamo cosa ha senso migliorare.

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